Da un po' di tempo è aumentata la mia sensibilità al recupero e a cercare di dare nuova vita alle cose. Ho una particolare soddisfazione nel donare oggetti e vestiario non più utilizzato a qualcuno che possa restituirgli una nuova possibilità, e mi piace anche darla io stesso a qualcosa appartenuta ad altri.
Il mio senso del possesso mi impedisce di prendere libri in prestito, ma ho ritrovato il piacere di acquistare l'usato, come da ragazzo, rivolgendomi con particolare gratificazione al sito http://www.comprovendolibri.it/home.asp in cui si può trovare anche qualcosa fuori produzione, tutto in ottime condizioni, ma con quella leggerissima patina che il tempo inevitabilmente gli ha conferito.
Tutto lo spreco comincia a disturbarmi: cibo avanzato, zucchero delle bustine del caffè usato per metà, luci accese in stanze dove non c'è nessuno: sembro mio padre che mi rincorreva spegnendo tutto ciò che lasciavo acceso inutilmente...lo so è un chiaro sintomo dell'età che avanza, ma sperando di non cadere nel maniacale, come sarebbe perfettamente naturale per me, spero di riuscire a attuare questa circolazione di beni.
Anche l'immondizia comincia ad ossessionarmi: faccio i conti sulla produzione di una singola famiglia e moltiplico per tutti i condòmoni e i condomìni della via, e mi sento sommerso dai sacchetti!
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domenica 12 settembre 2010
mercoledì 8 settembre 2010
Perché Siviglia?
Siviglia è una città splendida situata nel cuore dell'Andalusia, che risuona ancora degli echi della dominazione araba.
Giugno è il periodo limite per visitarla perché il caldo torrido dei mesi estivi ( anche 50°!!) rende il soggiorno praticamente una follia.
Si raggiunge in circa 2 ore e mezza di volo, che Vueling Airlines offre a prezzi vantaggiosi, senza essere così cavillosa come altre compagnie low cost.
Arrivando dall'aeroporto ed entrando nella città, già si coglie con stupore la sua bellezza: vicoli, palazzi antichi e piazze, fino ad arrivare al Barrio di Santa Cruz o Juderia, che rappresenta l'antico quartiere di Siviglia, dove si trovano le ricchezze architettoniche più sorprendenti: l'Alcazàr e la Cattedrale con la Giralda.
Camminare tra questi vicoli, specie la sera, alla ricerca di un ristorante in cui mangiare, è veramente un piacere, soprattutto se un po' di brezza alleggerisce il peso del caldo subito durante il giorno. Si mangia generalmente bene, soprattutto tapas e polpo alla gallega; da evitare però la paella che, in genere, è già pronta, tipo "quattro salti in padella"; per bere, sangria e cerveza: che altro, se no?
Da non perdere assolutamente la bellissima Plaza de Espana , all'interno del Parque de Maria Luisa, nonché il quartiere Triana, con i suoi bar e ristorantini, sulla sponda opposta del fiume Guadalquivir.
Soggiorno sufficiente per godere a pieno della città: 3 notti.

http://www.viaggioinspagna.it/andalusia/siviglia-informazioni.html
Ma la sorpresa più grande è stata entrare nell'albergo che avevamo prenotato su Booking.com: "Las suites del Maestro": una dependance dell'omonimo hotel, a soli 50 mt. dalla Cattedrale, in cui sono situati gli appartamenti ad uso familiare. Già la piccola hall è tutta decorata, come le porte che danno ad ogni singolo appartamento. Il nostro, all'ultimo piano, era bilivelli, con una terrazza privata sulla Giralda, e così curato nella scelta dei colori e nell'arredamento, di gusto arabeggiante, da lasciarci a bocca aperta dallo stupore: prezzo un po' alto, E 180 per notte, ma li merita tutti!
http://www.reservahotelessevilla.com/fotos-hotel-en-Sevilla-Las-Suites-Del-Maestro-oh62248-h62248-2.htm
Giugno è il periodo limite per visitarla perché il caldo torrido dei mesi estivi ( anche 50°!!) rende il soggiorno praticamente una follia.
Si raggiunge in circa 2 ore e mezza di volo, che Vueling Airlines offre a prezzi vantaggiosi, senza essere così cavillosa come altre compagnie low cost.
Arrivando dall'aeroporto ed entrando nella città, già si coglie con stupore la sua bellezza: vicoli, palazzi antichi e piazze, fino ad arrivare al Barrio di Santa Cruz o Juderia, che rappresenta l'antico quartiere di Siviglia, dove si trovano le ricchezze architettoniche più sorprendenti: l'Alcazàr e la Cattedrale con la Giralda.
Camminare tra questi vicoli, specie la sera, alla ricerca di un ristorante in cui mangiare, è veramente un piacere, soprattutto se un po' di brezza alleggerisce il peso del caldo subito durante il giorno. Si mangia generalmente bene, soprattutto tapas e polpo alla gallega; da evitare però la paella che, in genere, è già pronta, tipo "quattro salti in padella"; per bere, sangria e cerveza: che altro, se no?
Da non perdere assolutamente la bellissima Plaza de Espana , all'interno del Parque de Maria Luisa, nonché il quartiere Triana, con i suoi bar e ristorantini, sulla sponda opposta del fiume Guadalquivir.
Soggiorno sufficiente per godere a pieno della città: 3 notti.
http://www.viaggioinspagna.it/andalusia/siviglia-informazioni.html
Ma la sorpresa più grande è stata entrare nell'albergo che avevamo prenotato su Booking.com: "Las suites del Maestro": una dependance dell'omonimo hotel, a soli 50 mt. dalla Cattedrale, in cui sono situati gli appartamenti ad uso familiare. Già la piccola hall è tutta decorata, come le porte che danno ad ogni singolo appartamento. Il nostro, all'ultimo piano, era bilivelli, con una terrazza privata sulla Giralda, e così curato nella scelta dei colori e nell'arredamento, di gusto arabeggiante, da lasciarci a bocca aperta dallo stupore: prezzo un po' alto, E 180 per notte, ma li merita tutti!
http://www.reservahotelessevilla.com/fotos-hotel-en-Sevilla-Las-Suites-Del-Maestro-oh62248-h62248-2.htm
domenica 5 settembre 2010
Analisi Transazionale.
L'"Analisi Transazionale", di cui mi ha parlato per la prima volta la mia amica e collega Gio', si interessa dei meccanismi con cui gli individui interagiscono tra loro; meccanismi definiti "transazioni". Per transazione si indica qualsiasi scambio che avviene tra due o più persone: un dialogo, uno scambio di gesti di affetto, un conflitto.
Mi ha aiutato a comprendere molte delle mie reazioni emotive "fuori controllo" e a capire come mai alcune situazioni e dinamiche tendano a reiterarsi se interpretate dagli stessi "attori" (ruoli).
Date un'occhiata al link e, se volete approfondire, leggete i libri di E.Berne, lo psicologo che ne ha sviluppato il sistema.
http://www.viveremeglio.org/psicolog/0_psicol.htm#analtran
Mi ha aiutato a comprendere molte delle mie reazioni emotive "fuori controllo" e a capire come mai alcune situazioni e dinamiche tendano a reiterarsi se interpretate dagli stessi "attori" (ruoli).
Date un'occhiata al link e, se volete approfondire, leggete i libri di E.Berne, lo psicologo che ne ha sviluppato il sistema.
http://www.viveremeglio.org/psicolog/0_psicol.htm#analtran
venerdì 3 settembre 2010
Slowfood!!
Sempre nel desiderio di vivere con piacere ogni momento, quando sono solo in casa, moglie e figli "altrove", mi piace cucinare per me e fare cose che in famiglia sicuramente non apprezzerebbero (del resto "non apprezzano" mai quello che cucino per me!).
Ricetta di ieri, ovvero come trasformare dei tristi cuori di nasello surgelati, acquistati in un momento di pessimismo cosmico, in qualcosa dal sapore e profumo etnico.
Ingredienti:
- cuori di nasello, ma qualsiasi altro pesce a filetti è sicuramente meglio;
- pomodorini, scalogno e aglio (e vai!!), pomodori secchi facoltativi, radicchio, chioggia o meglio treviso, se si trova, olio, sale, peperoncino, pan grattato;
- cous cous "pronto in 5 minuti" e una bustina di zafferano.
Come fare:
in una padella grande versate l'olio d'oliva, adagiate i filetti di pesce e, su ognuno di questi, lo scalogno a fettine sottili, qualche listarella di pomodoro secco, il peperoncino abbondante e i pomodorini cubettati .
Riempite gli spazi vuoti della padella con il radicchio tagliato a striscioline e l'aglio, versate un altro filo d'olio su tutto, salate e spolverizzate con un pan grattato, formando un leggerissimo strato sul piatto in cottura; cuocete coperto per circa 20 minuti o più.
L'idea del cous cous invece l'ho rubata ad un ristorante di Anzio che aveva servito tra gli antipasti, dei filettini di sgombro con pomodorini sopra, adagiati su un letto di cous cous; così, prendendo la quantità necessaria per una persona e cuocendola come da istruzioni sulla confezione, ho preparato il cous cous con un leggero brodo vegetale granulato a cui ho aggiunto, durante la preparazione, una bustina di zafferano.
Ho impiattato, formando una base di cous cous su cui ho adagiato il filetti e tutto il condimento, accompagnando il tutto con un "calice", come direbbe Mauro, di Vernaccia di San Gimignano,
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