martedì 31 agosto 2010

Perché?

L'idea di creare un Blog mi è stata data dal mio amico Mauro che, nell'indolenza di giornate trascorse nel tentativo di non abbronzarsi troppo, mi ha spiegato i passaggi necessari per la sua creazione (special thanks!).
La "lentezza", invece, riprende una filosofia di vita ormai più che diffusa, a cominciare dallo Slow Food: molti i siti web e altrettanti i blog così intitolati che vogliono insegnarci a "fermare l'attimo" con la volontà di non lasciarsi totalmente travolgere dagli impegni quotidiani e, soprattutto, da un ritmo che si tende a mantenere anche quando si potrebbero affrontare alcuni aspetti della vita in modo meno frenetico.
In una pagina  di FB intitolata "Libri Libri Libri", partendo da una recensione ad un romanzo di Saramago, la discussione è virata, come spesso succede, verso un'altra direzione, e proprio lì ho scritto per la prima volta, di voler "vivere con lentezza".
Le risposte sono state varie: molti, come la mia amica Anna S., hanno compreso immediatamente il senso di questa volontà, qualcun altro invece, ha sottolineato l'impossibilità di "prendersela comoda", soprattutto nelle grandi città, e di non potersi permettere tale lusso.
Voi sapete ancora fermarvi alla vista di un arcobaleno e dire stupiti. "Anveeedi..."? ;-)

10 commenti:

  1. Però ci fermiamo ancora davanti ad un sorriso di un bambino, "perdiamo tempo" ad organizzare una gita con gli amici, non ci perdiamo le migliori ore della giornata. Insomma cerchiamo di rendere tutto più piacevole e se questo significa assaporare la vita e farlo con la giusta "lentezza", significa che ci siamo ripresi l'attimo. E io, assolutamente, quell'attimo non lo voglio perdere

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  2. Rifletto: siamo già alla fine dell'estate. Ho assaporato tutto il calore, il sole, la luce per affrontare i grigiori dell'inverno? o ho lasciato scorrere ogni momento come già visto, già fatto, non rendendomi conto che niente è uguale a se stesso?

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  3. Rob eccomi atterrata sul tuo blog!!
    Lentezza=Fermare l'attimo nelle situazioni che si possono affrontare in maniera meno frenetica tipo, aggiungo io, le vacanze?
    E si, mi succede quando vado in vacanza al mare oppure in città d'arte da me già visitate in precedenza e dove quindi non ho la preoccupazione di vedere le cose imperdibili, i cosiddetti 'must'. Quando poi torno al lavoro mi sento un'altra persona. Trovo i miei colleghi un po 'frenetici' mentre io riesco, almeno per un po, a lavorare senza farmi travolgere da quello che c'è da fare.

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  4. Ho sempre lottato contro il mondo che mi circonda perchè, da sempre, convinta che viviamo stritolati da meccanismi e scansioni temporali assurdi e mortificanti. Sì, sempre di più, trovo il modo di soffermarmi su tutto ciò che mi emozione....magari una coccinella che si posa sulla mia mano...devo confessare, però, che mi sento un po' 'fuori' dagli schemi e, a volte, un po' sola!

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  5. Amina, sfondi una porta aperta, sono stanco di correre da un museo all'altro, anche due in giorno, quando visito una città nuova, perdendomi così l'essenza stessa del posto con la possibilità di camminare senza meta ed imbattermi in "incontri" inaspettati.

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  6. La consapevolezza di questo scorrere così forsennato del tempo, Calu, è appannaggio della nostra "maturità", non dire "parla per te!" Ora :-D
    ...E la sensazione di solitudine è perché ci si allontana dai comportamenti di massa, cioè un grande traguardo!

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  7. In effetti camminare senza meta in una città mai visitata o in qualsiasi luogo che non conosciamo è la cosa che preferisco. Per una volta togliamo le guide e facciamoci guidare dagli occhi, cercando di vedere e trovare le bellezze nascoste, quelle che internet o libri vari non conoscono

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  8. Praticamente un'utopia, se vai in vacanza con "tusaichi"... :-D

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  9. Vivo con lentezza ed esplodo in tutti gli attimi frenetici che travolgono la mia vita. Si dovrebbe trovare il giusto connubio ma alcune anime sono così tormentate che diventano a volte indomabili. Bell'idea, il tuo blog.

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